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Parto di Natale

Per due, lunghissimi anni, ho creduto che Pupi Avati non potesse fare nulla di più spaventoso dello spot del Frecciarossa 1000. Ho vissuto con questa convinzione ogni istante da allora, finché non ho visto lo spot di Natale di Conad. Se non conoscete l’uomo Conad, altrimenti detto Clepto Man, potete recuperare qui.

Se invece lo conoscete, siete già abbastanza traumatizzati e quindi siete pronti.

Si inizia con il piano che suona come una cascata di cristallini e io ho già i brividi.
In una rigida serata di fine dicembre, una signora alla millesettecentocinquesima settimana di gravidanza fa la spesa, felice e serena come non s’è mai visto nessuno, accompagnata da un bigio marito-ombra e il loro primogenito, un bambino con lo sguardo mesto e rassegnato, che a due anni è notevole comunque la si guardi.

D’improvviso, la donna si china e lancia un urlo straziante da accoltellamento, che ho capito che deve trasmettere dolore, ma non è nemmeno un episodio di E.R., potevate trovare una via di mezzo tra “ahi” e “un dingo mi sta portando via le interiora agitandole come un nastro da ginnastica ritmica”.

Va detto che il grido sembra essere stato terapeutico, perché di lì in poi la donna perde la voce. Si volge verso il marito, gli stritola un braccio e lui si gira e la guarda. Non so se cogliete l’assurdità: lei ha appena urlato come una posseduta dal demonio ma lui è rimasto concentrato sui salamini e le mortadelle a fette, la ignora del tutto finché non viene strattonato. Solo allora si volta e la guarda come a dire “ma proprio ora, perché a me, che faccio qui” e altre espressioni onorevoli. In secondo piano, il primogenito lo guarda con risentimento.

Il marito cerca allora di recuperare, appoggia la moglie a un banco frigo come prima soluzione strategica e dice “qualcuno, per favore”, con calma e pacatezza, perché il grosso lui l’ha fatto, adesso che ci pensi qualcun altro.

E chi chiamano? Chi vengono a prendere apposta? L’Uomo Conad. Non possiamo biasimarli, sono anni che tutti lo vedono uscire ogni giorno con la pancia gonfia e pensano che sia in perpetuo stato gravidico, non sanno che una volta si sta rubando un melone, una volta una cassa di mele, una volta tutto il tonno della corsia. È sempre uno stato interessante, dopotutto.

Voglio però soffermarmi sulla ragazza bionda, dopo che l’altra signora bionda è andata a chiamare Clepto Man, e sulla sua espressione ma che l’hai chiamato a fare questo, ma non lo vedi, non la conosci sta donnola dei magazzini, ti ispira fiducia questo qui? mentre segue con lo sguardo la signora fino all’ultimo, sperando di farle pesare tutto il suo disprezzo. Non ci dimentichiamo di questi eroi silenziosi, celebriamoli sempre. No, scherzo, si vede che ci stava provando con l’Uomo Conad ed è livida di rabbia per essere stata interrotta.

So che vorremmo restare con la ragazza e offrirle qualcosa da bere ma non c’è tempo, qui la situazione è frenetica.

Dottor Carpi, ci serve il suo aiuto!

esclama l’Uomo Conad al microfono, con una voce drammatica da intrattenitore ai matrimoni, mentre il dottor Carpi che è in ferie e tra l’altro è anche un oculista, non sa se tirargli quattro arance a scopo trauma cranico o stramazzare al suolo fingendosi morto fino a Santo Stefano.

“Ok, vi prescrivo un collirio per blefarite però poi me ne vado, eh? Eh?”

 

L’uomo Conad finalmente può utilizzare le serate spese a guardare Grey’s Anatomy e comincia a dare ordini, richiedere ambulanze, defibrillare animi.

In nome della riservatezza, del decoro e del rispetto della partoriente, si forma un cumulo di curiosi che neanche agli incidenti sulle provinciali. L’uomo Conad si ricorda che quelli di Grey’s Anatomy stanno sempre negli spogliatoi e negli sgabuzzini e sposta l’evento in una stanza che ha l’entrata del taglio carni e l’arredamento del corridoio di una scuola elementare. Se fate caso al sonoro potrete distinguere un rumore secco di strappi, è il manuale HACCP che si autodistrugge in mille coriandoli.

Lei riprende a urlare dimenandosi, ma non possiamo sentirla più, c’è solo il piano, il piano, il piano, grottescamente festivo mentre questa davvero si sta devastando di strazio fisico ed emotivo.

spot conad natale

Perché scegliere Dario Argento quando puoi avere Pupi Avati?

 

Una collega richiama l’uomo Conad all’esterno, leggiamo il labiale:

«A’ Dottor Ross, vie’ qua, lévate.»

«Ma Anita sei sicura? Il dottor Pivetta ha detto che posso guardare!»

«Me so messa i guanti, faccio io. L’infermiera è donna, è la regola. Fa’ ‘na cosa bona ne la vita tua. Lévate.»

Mentre la gente che continua a fare la spesa è sgomenta – ed è comprensibile: non stanno sentendo il pianoforte, loro – avviene la natività della grande distribuzione all’insegna del senso pratico: una dipendente del Conad procura per il parto un pacchettino di cotone che non ci tamponi neanche il sangue del naso, una spugna, una boccetta di disinfettante per graffi da altalena e un rotolone di Scottex.

La poverina urla, il marito fa «Sì!» senza particolare ragione ed è fortunato che lei stia dietro e non possa vederlo, altrimenti un calcio in bocca glielo tirava di sicuro.  Il dottor Carpi opera i movimenti tipici di chi sta impastando un chilo di pane.
Il bimbo piange: è nato! Il dottor Carpi augura “Buon Natale” direttamente alla cavità uterina della signora. Si fa quel che si può, grotte non ce n’erano.

Tutti applaudono perché sono felici che lo spot stia finendo.

Il marito della donna esce e va a ringraziare l’uomo Conad come se avesse fatto qualcosa oltre che immedesimarsi troppo in un dramma medicale, mentre dietro, anche se non lo vediamo, il Dottor Carpi sta selezionando le arance più grosse e adatte a spaccare nasi.

Nessun uomo è un’isola e neanche un supermercato lo è.

No, dai, bello. Profondo. Se per questo nessun uomo è un avvitatore elettrico e neanche un supermercato lo è, peraltro con la stessa utilità narrativa della frase di Donne che avete spiattellato un po’ a caso.

A parte tutto, senza cercare il pelo nell’uovo (i peli sono l’ultimo dei problemi igienici in quel supermercato, a questo punto), possiamo dire che Pupi Avati ha colto nel segno anche stavolta: c’è stata paura. Paura per la folle azione maniacale dell’Uomo Conad, che ha tenuto in ostaggio un intero supermercato fingendo di essere qualificato a far partorire una sfortunata cliente, finché non è stato portato alla ragione da una collega complice, la quale ha indossato i guanti solo per cacciarlo e se li è tolti quando è entrata ad assistere il Dottor Carpi. Quest’ultimo, anziano oculista prossimo alla pensione, si impegna con tutto se stesso per far nascere la creatura e riceve un cenno del capo come ricompensa, mentre tutti escono ad osannare il cassiere delirante con applausi verso il cielo che neanche in una discoteca all’aperto di Ibiza e nessuno, ma proprio nessuno, si è accorto che l’ambulanza non è mai arrivata, e questo perché nessuno l’ha mai chiamata.

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Comments

  • Ecco, non sapevo chi fosse il regista.
    Che
    Ansia
    .

    19 Marzo 2018
  • Udio …. muoro!
    😀

    20 Marzo 2018
  • Io mi domando sempre: ma il primogenito che fine fa? Diventa proprietà della Conad?
    E, comunque, essendo io stessa in stato interessante, ho deciso che MAI entrerò in un Conad fin quando mio figlio non sarà nato.

    20 Marzo 2018
  • Sara fatina

    Premetto che qualche anno fa mi ero persa il post sullo spot Frecciarossa; ho fatto l’errore di leggerlo l’altra sera e durante la notte ho avuto gli incubi del bambino Alberico che mi veniva a prendere in treno 😀
    Detto ciò, ci credi che a Dicembre quando ho visto lo spot Conad per la prima volta ho pensato “Chissà se mai Giada lo commenterà?”… bentornata!!!

    26 Marzo 2018

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