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La morte dei font a Venezia

Archiviata l’era dell’attraversamento delle epoche con il trio Marcorè-Marzocca-Balti, Tim è tornata alla sua personale, discutibile celebrazione del talento. Stavolta si sono concentrati sulla carriera di Chiara Galiazzo, che io credo abbia vinto l’ultimo X-Factor (o comunque ne è uscita bene). Immagino che si voglia ricreare il suo percorso, dagli albori in poi. Finora non può esserci tanto materiale, visto il poco tempo passato, ma comunque Tim è riuscita a renderlo fumoso e sgangherato che manco Sentieri.

Vi avverto che siamo ben lontani dalla folgorante saga della Tim Band, ma l’intenzione è sempre la stessa: gente gggiovane con tanta voglia di farcela, per dirla con formula tipica. Il che, sempre secondo Tim, deve intersecarsi per forza, ma proprio per forza, con qualcuno che canta o suona. Non so perché. E secondo me neanche loro.

La campagna attuale si chiama Amo il Talento – TIMxTE (non è freddo, è disgusto per la X, il brivido che sentite) seguito dall’insopportabile hashtag: #amoiltalento, che #hocapitochevoletefareilbottosutwitter #manoncredochesuccederà #ecomunqueaveterottoconquesticancellettidovenonserve.

Ora, io non voglio fare il grafico con gli stivali, soprattutto perché la mia competenza è un livello intermediate di MS Paint, ma voi riuscite ad ascoltare quello che viene detto, dopo che vi si piazza in sovraimpressione la scritta “Qualche anno fa…” nel font Bradley Hand ITC? La seconda scelta che era, il Comic Sans?

budget

La mia storia comincia qui… e non era una giornata di sole.

Veramente il sole, figlia mia, è il tuo ultimo problema: stai per prendere un treno regionale per Venezia, sono fatti tuoi. E mentre intorno i fumogeni portano chi non c’è mai stato a credere che il Veneto sia il set di un video musicale del 1981, Chiara corre verso il treno e sale. Ora, questa è proprio un’ingiustizia concettuale, una concatenazione di balle.

Balla numero uno: fanno intendere che la ragazza sia arrivata giusta giusta, il che non è possibile. Non è possibile che il treno arrivi in orario e che lui aspetti te. Sei tu che aspetti lui, mentre nel frattempo la luce del giorno cambia in tutte le sfumature, finché le ombre ballerine scompaiono in favore della luna che sbadiglia con la cuffietta in testa, come in un giocattolo Fisher-Price.

Balla numero due: io, quel treno lì, in tutto il Triveneto, non l’ho mai visto e se voi l’avete visto mi dovete dire dove e io lo vado a fotografare, lo lucido con il pannetto di daino e poi lo voglio abbracciare con gli occhi umidi di commozione. Ma magari ce lo mostreranno meglio dopo e scopriremo che è la solita littorina le cui cappelliere ospitano un bagaglio delle dimensioni esatte della borsa di un medico di campagna del periodo coloniale. Ci ritorneremo.

A salutare Chiara ci sono due persone. La nonna (bella lei) e una ragazza che penso sia la sorella (di Chiara, non della nonna).

Questo è un regalo per te, così mi chiami!

Fa la vecchina, che ha corso tutto il tragitto dalla stazione al treno con il fragile braccino teso, per dare il pacchetto alla nipote. Ora, siccome, una volta tanto, nessuno è preso per fesso, l’hanno capito tutti che, se quel regalo è per Chiara e con quel regalo Chiara potrà chiamare la nonna, quel regalo non è una coppia di coppette da gelato unite dallo spago, bensì un cellulare. E siccome la scatola è Tim ed ha le dimensioni di una focaccia all’olio, possiamo tutti dedurre che si tratti di uno smartphone.

Grazie!

Esclama Chiara tutta emozionata.

Ma ecco intromettersi la sorella, che con il tono povera vecchia sbandata, che hai fatto, si lamenta

Nonna, ma le telefonate costano!

Ma santa pidocchia, sta povera anziana ha dato un mese di pensione per il telefono, cosa vai a sgridarla?

Scommetto che se ti regala la macchina però non glielo dici no, dai, restituiscila, che la benzina oggi stava a uno-sette-e-novantotto.

La nonna comunque se la fuma in dieci secondi enunciando un’offerta di Tim che a me non interessa quindi soprassiedo, ma che fa capire che c’è un po’ di credito in più che salta fuori da qualche parte.

Al che, contagiata dai sentimenti delicati della sorella, Chiara fa spallucce e, facendo chiaramente intendere che non potrebbe fregargliene di meno, delle tariffe, le fa:

E allora?

E allora adesso ti strappo il pacchetto di mano e lo butto sotto i binari così si maciulla, avrei detto io.
Ma la nonna, che è di qualità superiore, risponde che con il surplus deve chiamare lei, con un’attitudine fierce che, sommata all’abbigliamento e allo sguardo se non stavi già sul treno di davo pure due sculacciate, la elegge Regina dell’Universo Tutto.

Ormai in viaggio, Chiara scarta il regalo e ci trova, come sapevamo, una sberla di telefono che se vuoi fa anche da vassoio. Ma un passeggero abituale di Trenitalia non sta lì a guardare l’SIII, proprio no, anche perché “qualche anno fa” quel cellulare non esisteva (balla numero tre). Piuttosto, si indigna per la

balla numero quattro: nessun maniaco, le molle dei sedili non saltano, i medesimi sono puliti e le finestrone non hanno la tipica patina incrostata di fangopioggia che ti fa credere di essere a bordo del Titanic per come è oggi.

Ad ogni modo, Chiara scende a Venezia-Santa Lucia e comincia ad attraversare ponti a caso in zone a caso. Capiamo presto che si è persa. Il che è assolutamente normale: quella maledetta città si ingarbuglia tutta e ti risputa con le ossa inumidite. Ma non è tanto il fatto che si perda, quanto che sembri un po’ persa di suo. Prima passeggia, poi guarda l’ora…

Oh mamamia!

Esclama d’un tratto, come se si fosse scordata che ha lasciato sul treno i due reni da consegnare all’ospedale SS. Giovanni e Paolo.

Poi, però, passeggia di nuovo, nell’ignavia più assoluta, passa davanti a un centro Tim, poi si ricorda ancora che era lì a far qualcosa… Un tipico delirio psicotico da Bianconiglio. Chiede l’informazione a un tizio che importuna una gondola a settecento metri da lei. Comodo e sensato.

«Vado bene per l’Università Ca’ Foscari?» (pubblicità, anyone?)
«Hai voglia di studiare?»
«Eccerto!» (non convintissima)
«Allora va bene.»

Lei a quel punto si arrende e cerca di ferirsi a morte picchiando sul muretto.

#lasciateperdere.

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Comments

  • Ahahahahahah!!!!!!! Giuro, giuro che ho pensato le stessissime cose:
    1- sul treno
    1-sul telefono
    però come sai metterle giù tu…. nessuno mai!!!!! 🙂

    15 Maggio 2013
  • Typo a non finire. Scritto di corsa?

    Ma la benzina a unosettennovantotto e i reni mi hanno fatto morire! 😉

    15 Maggio 2013
  • sei sempre una gioia da leggere!!!

    15 Maggio 2013
  • Tenendo conto che è solo il primo capitolo… secondo me anche questa qua può arrivare a dare le sue belle soddisfazioni, come la Saga TIM Band, da qui a fine estate.
    Quanto meno qua sul tuo blog… 😉

    15 Maggio 2013
  • Grazie: hai fatto fare un salto di qualità alla mia giornata!

    15 Maggio 2013
  • caro jonlooker, ti leggo da tempo senza avere mai qualcosa di decente da commentare tranne “grazie per le risate, era proprio quello che pensavo anch’io!”, ma finalmente ti scrivo perchè chiamata in causa: ti confermo che quel treno esiste, ed era proprio quello che prendevo io per andare ogni giorno in ufficio. Si tratta di un treno dei servizi territoriali, società privata esterna a Trenitalia che serve la tratta Adria-Venezia, in particolare quel treno credo vada solo fino a Piove di Sacco, da dove parte la nostra eroina fra l’altro. So che quando ho visto la pubblicità non ci potevo credere, ed effettivemente se si tratta di 3 anni fa allora erano ancora puliti e nuovi, adesso la patina di fango alle finestre c’è. Non vedo l’ora di leggere la seconda parte!

    15 Maggio 2013
  • # A long time ago, in a galaxy far, far away…. #
    Ci sarebbe stato meglio… 😀
    AUGURI PUSTUMI di buona vecchiezza, J.Lo.!!!

    15 Maggio 2013
  • Auguri di buon compleanno! non so se hai notato, mentre la Tim ripercorre le tappe che hanno portato Chiara al successo, la sua canzone (quella con cui ha vinto a X Factor per intenderci) fa da colonna sonora allo spot di un deodorante… ma cantata da qualcun’altro!
    http://www.youtube.com/watch?v=xTQIZe1fuKE

    15 Maggio 2013
      • Mah, probabile. Oppure per questioni di copyright? Comunque se fossi in Chiara sarei più contenta così… sai, vedersi associare a un deodorante non è molto gratificante 😀

        17 Maggio 2013
  • Un’altra giornata salvata grazie al tuo post Jon…!!
    la parte “Oh mamamia! Esclama d’un tratto, come se si fosse scordata che ha lasciato sul treno i due reni da consegnare all’ospedale SS. Giovanni e Paolo” è da morire..!!
    secondo me questa saga ha delle potensialità Jon…seguirò con trepidazione l’evolversi…;-)
    P.S. apprendo con sgomento del fatto che tale treno ESISTE !! non l’avrei mai detto…purtroppo anch’io sono una povera vittima di Trenitalia…

    16 Maggio 2013
  • Quando ho visto la pubblicità per la prima volta ho pensato a te… mi hai sentita, per caso? Post bellissimo, al solito.
    Però… tu sorvoli sul bigliettino della promozione. A me quella parte fa stra-ridere. Non per l’offerta, ma perché mi immagino la nonnina che se ne va per la città e qualcuno di non definito le mette in mano telefono e biglietto. E lei se ne sta lì, un po’ confusa.
    PS: Auguri in ritardissimo!

    16 Maggio 2013
  • Buona compleanno 🙂

    (pensa che io l’ho vista che si interrompeva quando lei dice “omammamia” e scappa come in “A venezia, un dicembre, rosso sciocching” e io pensavo ci fosse una bambina col cappuccio rosso che voleva darle il telefono in testa. Grazie ché ora so che non era così…)

    16 Maggio 2013
  • Buon buon buon buon buon

    16 Maggio 2013
  • Tutto reso ancora più gradevole dall’innato talento nella recitazione della nostra beniamina, degno d’immortali prove d’attore come ‘Alex l’ariete’ oppure ‘Carabinieri’.

    Felice genetliaco, Sig. Jonlooker.

    17 Maggio 2013
  • akainatsuki

    Ma lo hanno fatto in collaborazione con l’Unive, questa pubblicità? XD
    O la regione Veneto…
    Però concordo con Gloria che quel treno fighissimo esiste. Batte il Minuetto come treno carinoso da usare per andare a Venezia (se sei veneto, altrimenti ecciaocisivede).
    Una cosa sola. Io a Venezia ci sono stata 6 anni e di vecchietti con la panza che sistemano le gondole in quel della Giudecca ne ho visto uno solo, una volta. In 6 anni. Stereotipo, portami via.
    Altro che pubblicità della TIMMmmmm, sembra la pubblicità di Venezia per i turisti cinesi. Davvero, non scherzo.
    (Ma una mappa? La capacità di installarsi un Google Maps su quell’aggeggio avantissimo e grande come un vassoio (cit.)?)

    24 Maggio 2013
      • akainatsuki

        “Purtroppo ci sono le persone che suonano”.
        Come non concordare con quel PURTROPPO.

        4 Giugno 2013
  • Carissimo jon sempre bello vedere come (in modo intelligente e spettacolare) ci fai sganasciare prendendo in giro filmatini di un minuto che,volenti o nolenti,ce li troviamo sempre tra i maroni.

    Questa nuova (pessima,of course!) serie targata TIM mi sa tanto che nei giorni a venire offrirà tantissimi spunti di riflessione,a cominciare dai solito stereotipi esasperati e quasi imposti che a quanto pare per il moderno pubblicitario sono indispensabili…

    Io però ho anche la forte impressione che commentare questi “spot” sarà come sparare sulla Croce Rossa…

    31 Maggio 2013
  • Oh noooo, una nuova saga TIM! O_O
    Da ex-studentessa della Ca’ Foscari e residente a Venezia (i 4 anni più lunghi della mia vita), disapprovo totalmente questo spot. 😛
    E quel treno fighissimo e pulitissimo – che dà un tocco fantascientifico al tutto – purtroppo non l’ho mai visto. Nè nonnetti panciuti che riparano le gondole. :/

    6 Giugno 2013

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