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Armani Sì – Commento dell’artista

Ciao, sono Cate Blanchett e questo è il mio commento esegetico agli spot di Armani Sì, di cui sono testimonial.
All’inizio avevano avuto una bellissima idea, cioè di farmi dire le cose direttamente in italiano. Credevo di aver pronunciato bene “sì all’ammmoore!”, ma sono stata ben presto ridoppiata. Anche se non sembra esservene più traccia, vi assicuro che la versione vocale allegra prostituta carioca che tenta la scalata del parlamento è esistita e ha circolato nei vostri teleschermi.

Fatemi anche dire che apprezzo molto il filo conduttore degli spot, perché non sono una carrellata di stereotipi ma un originale pot-pourri di sentimenti mai scontati, che valeva davvero la pena di rimarcare in circa quarantamila versioni, di cui vi lascio una selezione.

Lo spot per far capire che sono solare e vitale

Eccomi, sono io, mi vedete di spalle perché così potete capire quanto pubblico ho e togliamo subito di torno l’idea che io sia una persona qualsiasi. Adesso che siete tutti aggiornati sul mio spessore, comincerò a elencare una lunga serie di concetti a cui dire sì.

Sì alla vita. La pioggia mi ha sorpreso ma io rido perché la so prendere bene, l’entusiasmo per le gocce nasce in me e morirà in me, non c’è nessun problema se la piega che mi hanno fatto trenta minuti fa sta per svanire sotto l’acqua e io tra poco sembrerò un nido di cicogne sul camino di un tetto spiovente e come bonus se mi cola il naso non se ne accorge nessuno.

Sì alla libertà. La libertà è il mio mantra, per me libertà è guidare una decappottabile e sfilarmi dal collo un foulard di seta rosa cipria che se ci passa un’altra auto sopra è rovinato per sempre e abbandonarlo come se niente fosse. Potevo non mettermelo stamattina, potevo, ma noi donne siamo un po’ pazze, dolcemente complicate, diciamo sì alla libertà dicendo no ai foulard, non potete starci dietro.

Sì a noi. A noi chi? Non si sa. Probabilmente alle nostre personalità multiple.

Sì alla leggerezza! Vi mostro una scarpa. Con un tacco che a fine serata la leggerezza la bestemmi nelle vesciche e nelle caviglie gonfie, però te la mostro. È una bella scarpa e questo è il mio concetto di leggerezza, starmene stravaccata sul pouf del negozio mentre giocherello con una scarpa come se fosse un coltello a scatto. La seduzione è la mia arma, non so se ve ne siete accorti.

Sì alla seduzione. Perché magari davvero non vi siete accorti che punto anche su quello, probabilmente perché finora sono stata molto vaga in proposito. Qualche secondo di sguardo da bellissima pescia lessa come prodromo per lo struscio con annuso tipo “cani che conoscono altri cani al Parco Sempione” con un modello di cui non vi mostro nemmeno la faccia, che tanto nel prossimo spot sarà già un altro e dio non voglia che vi affezioniate.

Dopo di che, avendo elencato tutto ciò che c’è di importante nella vita, chiudiamo con sì all’amore (che in meretriciano era molto, molto più divertente, ma siamo circondati da buzzurri che non capiscono l’arte) e sì a me stessa, perché “se prima non amiamo noi stesse non saremo in grado di amare davvero” va un sacco quest’anno. Nel dubbio, rido.

Lo spot grintoso in cui meno il sacco

Un sì è più di un sì! Un suono, un attimo.

So che non ha senso ma cercate di seguirmi. Dove eravamo rimasti? Ah, giusto, ridere. Si capisce che sto bene con me stessa? Ottimo.

Subito dopo, insistiamo con l’uomo nudo. Magari finora avete erroneamente pensato che io sia una vagina lignea, così vi ricredete.

Sì è la mia fragilità! La fragilità è la colonna portante della donna. Appena puoi, fidati, tirala fuori, sta cosa che sei fragile. Ti rende volubile come dovresti essere, ti dà un’affascinante inferiorità di riserva che è l’equivalente sociale dell’opossum che si finge morto, perché se qualcuno sospetta che tu sia, che ne so, equilibrata, è finita! Meglio usare l’atteggiamento “se l’ormone mi gira in senso antiorario, piango.”

La fragilità è rappresentata, per coerenza, da me che tiro di boxe, così nessuno si spaventa se mi impegno in un’attività diversa dal cucito creativo. A proposito, se ci sono uomini che leggono, mi raccomando: quando una ragazza vi dice che fa boxe, kickboxing, scherma o quelle cose lì, ditele ammiccando “allora sei pericolosa!” Noi donne amiamo quando qualcuno ci dà delle squilibrate che non sanno distinguere tra una disciplina sportiva e un omicidio preterintenzionale.

Sì è un cambiamento. Qual è il cambiamento tipico della donna? Bravi: il parrucchiere. Mi faccio un paio di spuntatine a casaccio che poco dopo si trasformano in un taglio da duecento euro. E come cambiamento siamo a posto fino a Natale, quando proporrò a mamma di fare un antipasto diverso dal cocktail di gamberi. Non garantisco, ma forse forse la convinco per il panettone gastronomico.

Segue una rappresentazione originalissima: prima io e le mie amiche indossiamo abiti maschili, poi vestiti da sera. Per alleggerire la vita dalle responsabilità (di cui sono chiaramente oberata), confortata dal fatto che tanto a lavorare ci pensa Chris Hemsworth, lancio in aria un carnevale albino di fogli che verranno raccolti da qualcun altro, ma è molto importante il messaggio: tutto questo è una mia scelta. A proposito, ma voi lo sapevate che Armani fa anche i cappotti? Da non credere.

A proposito, ma voi lo sapevate che Armani fa anche i cappotti? Da non credere.

La carrellata riassuntiva delirante

Sì ai sogni. Mi hanno chiesto un’interpretazione che trasmettesse confusione alcolica, un po’ sfumata, tra la privazione di sonno e il filtro Instagram.

Sì alla libertà. Voglio che si capisca bene: a me i foulard fanno schifo.

Cate Blanchett Armani sì, secondo lancio del foulard

Sì alla vita. Tolta la pioggia, che cos’è la vita senza il suo pepe? E con “il suo pepe” intendo “tracollo emotivo con insulti urlati sulla spiaggia a una che mi ricorda la nuova fidanzata del mio ex, sarebbe uguale se non fosse che questa è un uomo cinese di mezza età.”

Sì al silenzio (magari!). Faccio sssh! con il dito, ho un bel rossetto e mi rotolo sul letto, non vi serve altro.

Sì alla seduzione. Un altro modello ancora – perché “sì al cambiamento” l’ho preso alla lettera – sguardo da pescia all’ennesima potenza perché voi l’avete visto già dieci volte, ma lui ancora no, ed è una carta che vale sempre la pena di giocarsi.

Si all’emozione. C’è poco tempo e troppi sentimenti da elencare, quindi beccatevi ‘sta lacrima e un’altra risata sardonica.

Sì alla follia. Il cappello a bombetta e un po’ di cabaret, dopo Liza Minnelli lo facciamo tutte ma non è mica un cliché, è proprio il nostro essere uniche, pazzerelle e imprevedibili.

Sì all’amore. Ancora un po’ di attività da letto, ve la devo pur dare una ragione per farvi comprare ‘sto profumo.

Poi c’è il nuovo inizio, la serenità, la forza, noi due, me stessa. Praticamente tutti i nomi dei tarocchi, mancano solo sì all’Appeso e al Diavolo.

A caratterizzare l’elenco c’è sempre e solo il mio stupendo viso, ma almeno a un certo punto sbuca una mano pelosa a chiarire definitivamente che prima, con “noi due” non stavo parlando di amici immaginari.

Volevo dire anche:

sì alla Gricia,

sì agli assegni in bianco,

sì alla domestica che ti stira gli asciugamani,

ma proprio non ci stavano; ci sono comunque altre versioni in cui dico sì a tutto, perfino al sole (ve l’ho detto che ci abbiamo messo tutti i tarocchi) per mettere le mani avanti e confermare che il mio gusto per il nero, i denti scoperti e le giovani giugulari non fa di me una vampira, nonostante la confezione del profumo sembri un divertente passatempo tascabile di Vlad l’Impalatore.

19 Marzo 2018

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Comments

  • A “vagina lignea” stavo rotolando dalla sedia, sappilo.
    Lo proporrò a milanesi imbruttiti come culturalmente elevato vezzeggiativo che spesso usano.

    Certo che ‘sti poveri foulard.. A questo punto poteva anche lanciare un reggiseno, no?

    Che bellezza leggerti!

    23 Aprile 2018
  • Dopo innumerevoli tentativi sono riuscita a ri-registrarmi. E solo per dire che sei mancata e che torno a leggerti con molto piacere.

    23 Aprile 2018

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