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Introduzione alle dinamiche di Londra

Inserimento degli stranieri e politica

Vivere a Londra fa diventare nostalgici in modo inaspettato e patetico. La settimana scorsa al lavoro mi hanno fatto sentire ‘O sole mio‘, pensando di farmi piacere. In un qualsiasi altro momento avrei fatto una lezione tediosissima su mandolini pulcinelle e stereotipi vari. E invece mi sono messa a cantare sommessamente, poi mi si è rotta la voce e ho pianto perché mi mancavano le bouganville.

Pochissimi discriminano in base alla provenienza. L’unica cattiveria razzista me l’ha detta un italiano e non mi sono accanita su di lui solo perché lo sta facendo già la sua vita.

C’è una protesta contro la Brexit più o meno una volta a settimana.
Quando scoprono che sono europea si scusano e mi dicono che hanno protestato contro l’esito del referendum. Solo una signora mi ha puntato il dito contro e ha esclamato: «il Regno Unito dovrebbe avere diritto di vendere i pomodori nel tuo Paese!» e io ho annuito, ma dentro di me pensavo che noi abbiamo il pomodorino giallo del Piennolo e mi veniva da ridere.

Dignità popolare

Con un po' di inventiva ed entusiasmo, a Londra è possibile vivere delle proprie passioni

Prima di partire, mi ero fatta l’idea che i londinesi fossero pieni di fantasia nel vestire e invece i milanesi li battono a occhi chiusi. Qui, salvo qualche quartiere, in generale sono tutti piuttosto noiosetti – quindi sono molto felice di aver conosciuto una donna di mezza età vestita da Cenerentola Disney che andava a farsi le unghie con lo scooter elettrico per disabili. Camminava benissimo eh, è solo che le faceva piacere viaggiare comoda e avere un cestino per portarsi dietro i liquori.

A Londra i poliziotti sono amichevoli e si danno il cinque con i tifosi brilli fuori dal pub alle due di pomeriggio. Ma credo sia perché hanno in dotazione i manganelli morbidoni dei clown e probabilmente preferiscono mantenere un’atmosfera cordiale.

Vivere a Londra è come essere in un asilo – e non solo perché gli adulti usano il monopattino. È tutto un attenti al gradino, la forbicina è appuntita, mind the gap, siamo a un semaforo per questo siamo fermi niente panico. La metropolitana è tappezzata di manifesti che ti ricordano di tenerti al corrimano della scala mobile (piuttosto mi metto una camicia di forza e non tocco più niente, zozzoni) o di non correre per le scale. Un po’ va bene, poi però immaginate di sentire una sirena prolungata a cui segue un annuncio che fa: «attenzione, messaggio importante di sicurezza per i passeggeri (è stato bello, amici, ricordatemi nelle vostre preghiere). Stamattina ha piovuto. Camminate piano, che se no scivolate.» Ditemi voi.

A Londra ci sono le persone più odiose e più simpatiche del mondo, non c’è via di mezzo. Sono stata quasi aggredita da una pazza, l’altro giorno, e una signora mi ha dato una pacca sulla spalla dicendo «Non ci pensare tesoro mio, dimenticala, è stata una gran maleducata». Poi sono tornata a casa con tutti i sentimenti in disordine.

Alimentazione e salute

A Londra sono veramente fissati con i tè. Ovunque tu sia, spunta qualcuno che ti chiede se vuoi un tè e, se declini, esclamano «Ma sicuro? Perché?!» e ti guardano tristi e preoccupati.

Si beve così tanta Red Bull che sto cominciando a pensare che ci sia una sorgente da qualche parte.

Qui si appoggiano gli effetti personali per terra anche se sul pavimento ci ha appena vomitato qualcuno. Gli infanti che gattonano sono lasciati liberi di leccare ogni cosa. Gli anticorpi britannici secondo me possono fare a pugni con le anguille.

Non ho ancora capito perché, ma i medici hanno paura di prescrivere farmaci. Qualunque cosa tu abbia, dallo starnuto alla cancrena, o è stress o è eczema. In ogni caso te li devi tenere.

Ho avuto bisogno della podologa. Una signora squisita. Solo che la poltrona per i pazienti non ha coperture igieniche e si poggiano i piedi su orrendi vassoietti di plastica. Ma poteva andarmi peggio. Nello studio adiacente c’è un chirurgo estetico: calzari monouso bucati con sotto le calzette e un camice che dietro è aperto, così si può ammirare meglio la schiena nuda e pelosa del medico.

A Londra non esiste il sale iodato, quindi tra un annetto circa, quando morirò di gozzo tiroideo, vorrei essere seppellita con questa iscrizione “Qui giace Giada, scrittrice da strapazzo, caduta a Londra per mano del sale.”

Folklore

Londra è una porcilaia. All’inizio avevo dato la colpa ai turisti, invece sono proprio gli inglesi che mangiano continuamente sui mezzi di trasporto e poi buttano le patatine avanzate e i bicchieroni del caffè sotto il sedile come se niente fosse. Lo stesso nei parchi. Non ci sono nemmeno cestini facilmente raggiungibili. Tutto a terra, tanto poi arrivano degli sventurati a tirare su tutto con dei lunghi stecchini.

L’incantevole magia di Hyde Park la mattina di Pasqua

A Londra non importa come ti vesti. Un buco nei collant non ne preclude l’uso, le ciabatte da piscina con tre gradi fanno una gran scarpa invernale se ci abbini i fantasmini, non esiste reggiseno a balconcino che non possa sostituire almeno in parte una maglietta, le calze di spugna sotto l’abito da uomo sono pratiche, le scarpe da ginnastica si mettono con ogni outfit perché si deve camminare un sacco in ogni caso. Si inorridisce i primi dieci minuti, poi ci si gode la libertà di un ambiente in cui ognuno si mette quello che gli pare in santa pace.

Siccome qui sono tutti di fretta, le donne si truccano nei vagoni in movimento. Da Bananas in Pyjamas a Eva Longoria in pochi minuti, con uso disinvolto di pennelli, palette, fondotinta applicato con spugna. Una mia amica polacca è sconcertata da questa cosa e quando ne parla si nasconde il viso tra le mani e scuote la testa senza trovare consolazione.

Generosità

Lavorare a Londra, se hai fortuna, è molto gratificante. In molti posti l’attitudine e l’iniziativa contano più degli studi. Se dici una vaccata stratosferica, invece di umiliarti ti dicono “sì, anche, ma soprattutto…” e poi ti spiegano quello che avresti dovuto dire tu. Se sbagli impari, se fai bene ti gratificano apertamente, se per un giorno non hai il solito entusiasmo ti danno un abbraccio e un giorno di riposo. Se sei scarso e/o maltratti gli altri, ti mandano via. Semplice come dovrebbe essere.

A Londra capita sempre di ricevere uno sconto, un pranzo completo offerto, dolcetti buonissimi regalati anche da chi non ti conosce. Finora nessuno era avvelenato ma, in caso, nell’epitaffio si può aggiungere: “caduta a Londra per mano del sale E DEI DOLCETTI”.

Intrighi internazionali

Vecchietta: «Signorina, dal suo aspetto e dal suo accento ho capito subito che Lei è irlandese. Lo so perché mio marito è irlandese.»
Io: «No signora, sono italiana.»
Vecchietta: «Ah, italiana! Io ho vissuto quindici anni in Irlanda. Arrivederci!»
Io: «Arrivederci!»
Vecchietta: «Signorina.»
Io: «Sì?»
Vecchietta (si avvicina e abbassa la voce): «In realtà mio marito è tedesco!»

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